10.04.2020

FOCUS SATURIMETRO – emergenza COVID19

Nelle ultime settimane, i saturimetri (che servono a misurare la quantità di ossigeno nel sangue) stanno andando a ruba. Nelle farmacie sono quasi introvabili e online i prezzi salgono vertiginosamente. Questo perchè si è sparsa la notizia che questi apparecchi possono essere utili per diagnosticare un’infezione da SARS-Cov-2.

Che cos’è e quando serve davvero un saturimetro
Il saturimetro (anche detto pulsossimetro od ossimetro) è uno strumento usato in ambito sanitario che serve a misurare la saturazione (cioè i livelli) di ossigeno nel sangue, permettendo ai medici di intervenire se l’ossigeno scende al di sotto dei livelli di sicurezza.
La facilità d’uso, associata al fatto che si tratta di uno strumento non invasivo e indolore, ne ha esteso l’utilizzo anche in ambito domestico. Oltre alla misurazione dell’ossigeno nel sangue, il saturimetro permette di monitorare anche la frequenza cardiaca.

Ma è così necessario averlo?

Se non siete malati, la risposta è NO, e più avanti spieghiamo il perché.
Il saturimetro è una sorta di molletta che si applica al dito o al lobo dell’orecchio (due punti in cui la circolazione del sangue è superficiale) collegata a un display. Il dito è a contatto da un lato con una sonda luminosa e dall’altro con un rilevatore, collegato a sua volta al display che mostra i valori rilevati. La sonda emette radiazioni luminose a diverse lunghezze d’onda (che vanno dal rosso agli infrarossi). Queste radiazioni oltrepassano il dito fino ad arrivare al rivelatore. In questo passaggio, la luce viene assorbita dall’emoglobina in maniera diversa:
-l’emoglobina legata all’ossigeno (detta ossiemoglobina o HbO2) assorbe soprattutto la luce infrarossa.
-l’emoglobina non legata all’ossigeno (Hb) assorbe soprattutto la luce rossa.
Sfruttando questa differenza di assorbimento fra l’emoglobina legata all’ossigeno e quella non legata, il pulsossimetro è in grado di calcolare la saturazione di ossigeno nel sangue, ossia la percentuale di ossigeno legato all’emoglobina.
In condizioni di normalità la saturazione ha un valore maggiore del 95%, significa che i polmoni stanno lavorando bene. Valori inferiori segnalano che c’è una ridotta presenza di ossigeno nel sangue. Valori inferiori al 90% indicano che si è in presenza di ipossia, cioè di una grave riduzione della concentrazione di ossigeno nel sangue. Significa che gli scambi gassosi tra sangue e atmosfera, che hanno luogo a livello degli alveoli polmonari, non stanno avvenendo in modo normale e adeguato. In queste situazioni il paziente incontra difficoltà a respirare: potrebbe essere in corso una polmonite e potrebbe essere necessario un ricovero in ospedale.
La corsa all’acquisto del saturimetro (in farmacia e sul web) è iniziata dopo l’appello fatto dalla Federazione italiana dei medici di famiglia al Governo e alle Regioni affinchè dotassero tutte le persone affette da Covid-19 in quarantena domiciliare di pulsossimetri per monitorare da casa la situazione dell’ossigeno.

Ma in che modo questo strumento è utile a medici e pazienti affetti da Covid-19?

Il covid-19 è un’infezione del tratto respiratorio causata dal nuovo coronavirus Sars-cov-2. I sintomi più comuni sono febbre, tosse secca e difficoltà respiratorie. Quest’ultime si manifestano, in genere, dopo qualche giorno dall’esordio dei sintomi, soprattutto nei soggetti più anziani che manifestano respiro affannoso, aumento della frequenza respiratoria e una riduzione della concentrazione di ossigeno nel sangue. Il momento in cui si manifestano questi sintomi respiratori sembra essere la fase cruciale della malattia: da questo punto in poi potrebbe esserci un rapido deterioramento delle funzioni respiratorie.
Ci sono molti casi, però, in cui il paziente (soprattutto se è in quarantena in casa) non si rende conto della riduzione dell’ossigeno nel sangue e quindi arriva troppo tardi in pronto soccorso. Da qui la richiesta da parte dei medici di famiglia di dotare i loro pazienti con sintomi compatibili con il Covid-19 di uno strumento per l’automonitoraggio del livello di ossigeno nel sangue con l’assistenza a distanza del medico di famiglia in grado di valutare e interpretare i valori relativi.
La mancanza di saturimetri, dovuta all’acquisto massiccio di questi strumenti anche da parte di chi non ne ha un reale bisogno, potrebbe quindi rilevarsi rischiosa per tutti quei pazienti affetti da Covid-19 il cui monitoraggio domiciliare sotto assistenza sanitaria è di fondamentale importanza.
Le persone non affette da Covid-19 non hanno alcuna necessità di monitorare questo parametro. Inoltre, il monitoraggio fai da te senza l’assistenza di un medico potrebbe generare panico inutilmente. Basti pensare che la presenza di alcune patologie (come l’anemia ad esempio) o altri fattori (come banalmente lo smalto sulle unghie o il mal posizionamento dello strumento) possono alterare il valore di saturazione dell’ossigeno.

 

 

 

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